Gay & Bisex
33 Avventura pericolosa
17.04.2026 |
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"Li succhiavo avidamente alternando l’uno all’altro cercando di soddisfarli adeguatamente, poi uno emise un rantolo e caldi fiotti di sborra densa schizzarono sul mio volto, non fece in tempo..."
Nelle mie preferenze c’erano sicuramente gli uomini maturi e ben dotati e ora vi racconto una disavventura tanto indimenticabile quanto drammatica in cui mi sono lasciato coinvolgere tempo fa.Mi avventurai in un luogo di incontri all’aperto segnalato sul web come frequentato da molti over 60
Era la prima volta che mi ci recavo in quel luogo e fu anche l’ultima, i luoghi all’aperto nei boschetti era la mia passione ma non conoscendo bene le dinamiche girai un po’ con l’auto per capire come funzionasse il movimento.
Vidi un punto dove c’erano parcheggiate alcune auto, accostai, scesi e fingendomi interessato alla presenza di alcuni coniglietti selvatici che si rincorrevano, mi avvicinai al boschetto adiacente e mi infilai tra il fogliame seguendo una parvenza di sentiero data dai passaggi precedenti delle persone.
Dopo una decina di metri mi trovai in un piccolo spiazzo, giusto per essere nascosto dalla vista delle auto di passaggio, dove un uomo coi capelli bianchi si teneva il cazzo in mano, scappellandoselo e smanazzandolo insistentemente.
Non esitai, mi avvicinai a lui e mi calai tutto invitandolo a masturbarmi.
Gli presi in mano il suo ma ben presto realizzai che il poveretto non poteva fare molto di più di quello che aveva già fatto.
Lui cominciò a segarmi con una mano mentre con l’altra mi palpeggiò le chiappe per poi andare a cercare con le dita il buchetto.
Si mise due dita in bocca per insalivarle e poi me le infilò decisamente dentro muovendole dentro e fuori con grande apprezzamento da parte mia.
Ad un tratto ruppe il silenzio dicendomi quasi volendo scusarsi:” Hai proprio un bel culetto! Bello! Bello! Ma ci vorrebbe il cazzo duro e io purtroppo ..”
Mi fece un po’ compassione e anche tenerezza, ma fu abbastanza chiaro che avevo esagerato con la scelta del maturo, quest’uomo non sarebbe stato in grado di fare nulla, rimasi un po’ deluso, la sua presenza li era probabilmente solo per guardare; nello stesso istante in cui realizzai il fatto senti fermarsi un’auto vicino alle nostre e scendere un uomo tra i 40 e i 50 con pochi capelli ma la faccia rassicurante che si diresse deciso verso di noi immergendosi nel fitto fogliame.
Subito il vecchietto mi incoraggiò:” Questo qui si che ti sistema il culetto vedrai! Dai! Dai! Fagli vedere il culetto dai!”
E così dicendo si segò con più vigore anche se i risultati non furono un gran che.
Lo accontentai, ormai non potevo tornare a casa senza la mia razione di cazzo nel culo.
Giunto davanti a me, il nuovo venuto senza proferire parola alcuna si aprii i pantaloni ed estrasse un bel paletto con una prominente cappella che prometteva molto bene, fui subito in ginocchio davanti a lui per succhiarglielo con irruenza e foga, lo avvolsi con la lingua lasciandolo tutto viscido di saliva.
Poi mi calai i pantaloni della tuta e le mutande, mi abbassai a novanta gradi e prendendomi le chiappe con le mani le divaricai, mostrandogli il buco del culo bello aperto; lui non ebbe esitazioni e cercò subito di penetrarmi, dapprima strusciandolo tra le natiche un po’ di volte, poi individuato il buco lo puntò e fu dentro in un attimo.
Era talmente carico e infoiato che non mi diede neppure il tempo di godermi il suo trasgressivo accesso che cominciò subito a sbattermi con estrema foga.
Il vecchietto non stava più nella pelle. ma purtroppo la sua cappella si, si avvicinò timidamente palpeggiandomi le chiappe e poi approfittando della mia posizione cercò di mettermelo in bocca.
Lo accontentai anche se il problema non era di facile soluzione, ci fu qualche miglioramento ma nulla di accettabile, l’importante era comunque renderlo partecipe e felice.
Dopo un po’ di minuti che batteva l’inculata mi sborrò copiosamente dentro e li rimase un po’ di secondi col membro fermo in profondità facendomelo sentire bene in tutta la sua lunghezza e larghezza, una sensazione magnifica, poi si sfilò e se ne andò senza dire una parola.
Mi stavo ricomponendo quando mi accorsi che un’altra persona ci stava osservando a pochi metri di distanza, anche lui in età abbastanza avanzata ma con un bel cazzo che si stava segando.
Mi parve di fargli un torto ignorandolo, quindi mi girai di schiena verso di lui e rimettendomi a novanta lo invitai ad approfittare dell’occasione.
Si avvicinò subito, probabilmente non gli pareva vero di avere un culetto fresco a disposizione e malgrado i suoi capelli bianchi mi fece sentire bene il cazzo in tutta la sua prestanza.
Mi montò lentamente andando bene dentro e fuori, lasciandomi il tempo di godere di ogni suo movimento, facilitato dall’abbondante umidificazione dovuta alla sborrata di chi lo aveva preceduto.
Lo invitai a non stare silenzioso, ad insultarmi e lui subito mi accontentò mentre entrava ed usciva dal mio culetto fradicio di umori:” Tieni puttana! Telo faccio sentire bene tutto dentro! Tieni ancora! Rottinculo! Ti apro tutto! Ti faccio godere eh? Ti piace he?”
Gli risposi infoiato più che mai:” Sii! Fottimi! Fottimi! Col tuo cazzo nel culo mi sento in paradiso! Sono la tua troia! Fai di me quello che vuoi!”
Andò avanti parecchio e fui molto soddisfatto di lui, questi erano gli uomini maturi che prediligevo incontrare, quelli che mi eccitavano, che mi tranquillizzavano e mi infondevano un senso di scurezza e protezione, tutto a vantaggio di una penetrazione lenta e profonda e senza violenza.
Dopo dieci minuti indimenticabili in cui si era tenuto il cazzo in caldo dentro di me, anche lui si lasciò andare ad una sborrata fiume che mi riempii nuovamente l’intestino.
Poi sfilato il suo cazzo dal buco pretese che lo ripulissi con la lingua, lo accontentai slinguandolo tutto, specialmente la cappella che risultava particolarmente odorosa e saporita.
Ma la giornata non sembrava ancora finita, altri due personaggi stavano li a guardarci con evidente libidine, decisi che per me era finita ed accennai ad andarmene, ma uno dei due mi afferrò un braccio, mi tirò a se e con l’altra mano mi spinse giù la testa sul cazzo già duro.
I due tipi erano sui 50 anni e avevano un aspetto non troppo raccomandabile, forse stranieri, era meglio accontentarli e fare quello che dicevano per evitare il peggio.
Mi trovavo con due cazzi da pompare contemporaneamente, prima uno e poi l’altro, cercai di fare del mio meglio per non adirare i due; ad un certo punto uno disse all’altro qualcosa in un linguaggio a me sconosciuto, forse slavo, mi fecero alzare, mi tolsero i vestiti di dosso in maniera molto sbrigativa lasciandomi tutto nudo come un verme; poi uno di loro mi prese per i fianchi da dietro, mi fece piegare a novanta spingendomi giù la testa sulla nerchia del compare, infine mi inchiappettò con un colpo secco piantandomi il cazzo in culo senza problema alcuno grazie alle abbondanti sborrate che mi avevano farcito in precedenza e che lubrificavano abbondantemente la cloaca che era diventato il mio culo.
La cavalcata fu violenta e devastante, ma ormai il mio buco si era fatto galleria e avrebbe permesso il passaggio di qualsiasi locomotiva.
Mi sbatteva da dietro con cattiveria ed evidente disprezzo mentre io continuavo a spompinare l’altro, dopo una decina di minuti si scambiarono i ruoli infilzandomi come un porcellino sullo spiedo.
Si alternarono un paio di volte, io ero spossato, con la mascella indolenzita e il culo che non sentivo più; poi uno dei due mi sborrò in culo lasciando il posto all’altro, che a sua volta mi riempii di sborra nuovamente.
Sentivo lo sperma colare tra le cosce ma i due non erano ancora soddisfatti, mi fecero cenno di riprendere a succhiarglielo con gesti palesemente intimidatori.
I due anziani, quello che mi aveva montato e quello che non ce l’aveva fatta ad avere l’erezione si erano frettolosamente dileguati e quindi capii che le cose non si stavano mettendo bene per me, sarebbe stato meglio assecondarli per evitare guai peggiori.
Li succhiavo avidamente alternando l’uno all’altro cercando di soddisfarli adeguatamente, poi uno emise un rantolo e caldi fiotti di sborra densa schizzarono sul mio volto, non fece in tempo l’uno a finire di schizzarmi addosso che anche l’altro urlando venne copiosamente inondandomi la faccia
Ma la festa non era ancora finita, i due cominciarono ad irridermi nella loro lingua ma dai gesti che facevano realizzai quali fossero le loro intenzioni.
Io stavo in ginocchio davanti a loro, la sborra ora mi colava, oltre che dal culo anche dal volto, ero una maschera di sperma. ad un certo punto uno dei due cominciò a pisciarmi in faccia seguito dopo alcuni secondi anche dall’altro.
Capii dal loro gesticolare che in quella maniera mi avrebbero lavato tutto, che mi avrebbero fatto, viste le circostanze, anche un grande favore secondo loro.
Mi insultarono e mi derisero, non finivano più di orinare, io chiusi gli occhi e attesi che finissero, rimasi talmente tanto con gli occhi chiusi che quando li riaprii i due se ne erano già dileguati e solo allora capii che finalmente era tutto finito; sentivo gli occhi di persone nascoste tra il fogliame che mi osservavano, così tutto lurido, grondante piscio e sborra.
Non oso pensare come sarebbe potuto finire il tutto se non li avessi assecondati; la troia che era in me, alla fine era molto soddisfatta dell’accaduto, anche se durante il succedersi degli avvenimenti, un certo timore che le cose avrebbero potuto degenerare l’ho anche avuto, ma tutto è bene quel che finisce bene, il ricordo di questa avventura la cui drammaticità ha sicuramente contribuito ad aumentare la mia eccitazione rimase comunque positivo ed indimenticabile, tanto che il giorno successivo immaginai lo stesso scenario masturbandomi ferocemente in bagno, ma non con due persone, ma una fila interminabile di uomini coi cazzi in mano in attesa del loro turno peri sodomizzarmi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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